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ERIDANIA
Collettiva a cura di Gaia Bertani e Nicla Ferrari, 16 settembre - 1 ottobre 2017, SpazioArte Prospettiva16, Boretto (RE)

Circolo degli Artisti di Reggio Emilia e Kairos art & projects
presentano:
ERIDANIAA
cura di Gaia Bertani e Nicla Ferrari
16 settembre - 1 ottobre 2017
SpazioArte Prospettiva16

Via Trieste 2/m, Boretto (RE)
Inaugurazione: sabato 16 settembre, ore 17.30
Presentazione di Giuseppe Berti, storico dell'arte
Dialogo con gli artisti: sabato 30 settembre, ore 17.30
Interviene Daniele Daolio, scrittore e ricercatore

Dall'antico nome del Fiume Po (Eridano), un'esposizione collettiva che intende esplorare i tanti linguaggi artistici che trovano origine "dal" e "nel" territorio di appartenenza. Luoghi, atmosfere, personaggi, bestiari, storia, tradizioni, attualità, curiosità tra la Via Emilia e il Po, perché a volte non serve andare lontano per trovare ciò che si cerca. "Eridania" è il titolo della mostra promossa dal Circolo degli Artisti di Reggio Emilia e da Kairos art & projects, in collaborazione con SpazioArte Prospettiva16 che, dal 16 settembre al 1 ottobre 2017, ospita nei suoi spazi in via Trieste 2/m a Boretto (RE) le ricerche di diciannove pittori, scultori e fotografi iscritti al Circolo degli Artisti (Marco Aduini, Francesca Artoni, Nicoletta Bagatti, Alberto Bertolotti, Federico Bianchi, Lucio Braglia, Flavio Bregoli, Massimo Canuti, Emanuela Cerutti, Andrea Giovannini, Susy Manzo, Luigi Marmiroli, Epifanio Mestica, Silva Nironi, Eugenio Paterlini, Oscar Piovosi, Giuseppe Polizzi, Giovanni Sala, Claudio Salsi), unitamente a due invitati (Antonella De Nisco, Riccardo Varini). Curata da Gaia Bertani e Nicla Ferrari, l'esposizione sarà inaugurata sabato 16 settembre alle ore 17.30, con una presentazione dello storico dell'arte Giuseppe Berti. «Con questo evento - spiegano le curatrici - si intende porre l'accento sulla straordinaria influenza che il territorio di appartenenza può esercitare sulla formazione dell'individuo, contribuendo a forgiare una precisa identità artistica. L'artista, come un Argonauta, può cercare e trovare il proprio Vello d'Oro, ovvero la propria fonte d'ispirazione, laddove per altri non esiste magia, anche tra le pieghe di un territorio apparentemente insipido ma in realtà assai fecondo ed ospitale, abitato fin dalle civiltà più antiche e ricco di storia, generoso in fatto di tradizioni e di cultura, di eccellenze produttive e creative».












 
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