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PaesaggiopiattO. LAAI/Summer School 2015
Antonella De Nisco, "PaesaggiopiattO. LAAI/Summer School 2015" in Paesaggio NEL PIATTO, Quaderni 11, Storia del paesaggio agrario italiano VII, Summer School Emilio Sereni 2015, edizioni istituto alcide cervi, pp. 243-251

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Introduzione
Gabriella Bonini, Rossano Pazzagli

Il volume raccoglie gli atti della settima edizione della Summer School Emilio Sereni, un'edizione speciale per il tema e il luogo in cui si è aperta. Da sette anni la Scuola di paesaggio organizzata dall'Istituto Cervi costituisce un punto d'incontro fra ricerca, scuola e governo del territorio. Un luogo dove studiosi, docenti, amministratori pubblici, agenti territoriali e operatori pubblici e privati possono incontrarsi e interrogarsi sull'efficacia sociale e politica della ricerca sul paesaggio, sui modi della sua tutela e valorizzazione, sulle tecniche e sulle strategie per il suo insegnamento, sul rapporto che occorre promuovere fra cittadinanza e patrimonio.
Il territorio, il territorio rurale in particolare, è la prima risorsa dell'Italia e deve tornare al centro del modello di sviluppo. In questa prospettiva l'agricoltura riveste un ruolo di primo piano; essa ha bisogno di recuperare ruolo economico e dignità sociale e culturale.
Dopo 50 anni di esodo dalle campagne e la marginalizzazione della terra conseguenza del modello urbano-industriale, stiamo assistendo oggi a interessanti fenomeni di ritorno alla terra e di rivitalizzazione delle filiere alimentari.
Il paesaggio, il paesaggio agrario in particolare, è lo specchio fedele di questi fenomeni: dell'abbandono, come della rinascita. E nella nostra ottica il paesaggio si connette prioritariamente ad altri tre elementi: il territorio, l'agricoltura, il cibo. Ecco, attorno a queste tre parole, che rappresentano ambiti tematici e orizzonti politici, si è snodata questa edizione della Scuola, intitolata appunto I paesaggi del cibo e aperta in via straordinaria a Milano tra i padiglioni di EXPO 2015, e poi è proseguita nella tradizionale sede della Biblioteca Archivio Emilio Sereni dell'Istituto Alcide Cervi a Gattatico di Reggio Emilia.
Un accostamento di alto valore simbolico, che rinvia alla necessità di incontro tra globale e locale in una prospettiva nuova: non l'uno contro l'altro armati, ma una integrazione di queste due dimensioni indispensabili entrambi. Un approccio glocale che riconosce protagonismo alle comunità, alle istituzioni di base, alla scuola e alle altre forme di organizzazione della vita sul territorio, di cui il paesaggio rappresenta uno specchio primario. Ma casa Cervi non è soltanto una località; è uno dei luoghi dove è nata la nostra Repubblica, la nostra democrazia. I luoghi non sono mai neutri, ma attori protagonisti di ciò che facciamo. I Cervi erano contadini, e noi sappiamo quanto la democrazia italiana deve al mondo rurale (Resistenza). Nell'esperienza storica italiana gli agricoltori sono stati e sono, possono ancora essere, al tempo stesso costruttori di paesaggio e costruttori di democrazia.
Il volume rispecchia il carattere multidisciplinare della Scuola, offre un effetto di contaminazione tra le molte discipline, mentre il territorio è uno e quindi l'obiettivo è stato quello di ricomporre i saperi attorno al tema del paesaggio, nell'intento di trasmettere conoscenze e sviluppare competenze per una crescita della coscienza del paesaggio e del rapporto tra questo e il cibo.
Democrazia alimentare e ritorno al territorio sono due concetti, ma anche un insieme di politiche e di pratiche possibili, fondate sul riconoscimento del diritto di ogni individuo e di ogni comunità a provvedere alla propria alimentazione attraverso una produzione che valorizzi le risorse agricole del proprio territorio, i mercati locali, il rispetto della genuinità del cibo e l'autodeterminazione delle scelte. Per questo l'inaugurazione a Expo, perché il paesaggio è una delle facce, forse la più inclusiva, della medaglia di nutrire il pianeta. Ci ha guidato, in fondo, la ricerca di un'equazione: quella tra qualità del paesaggio, qualità del cibo, qualità della politica. Coi tempi che corrono l'impresa è ardua, ma non è tempo di scoraggiarsi di fronte al valore dell'agricoltura come settore primario, produttore di cibo e produttore di paesaggio. Se l'obiettivo è ricreare una coscienza di luogo o di territorio, cioè far diventare la questione del paesaggio una questione di tutti, quale filiera meglio di quella alimentare può contribuire a dare concretezza a tale obiettivo? Mangiare bene, tutti, e ridare valore al territorio e all'attività degli agricoltori, contadini che hanno in larga parte contribuito anche alla costruzione della democrazia italiana.













 
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